Furlans dal Gurizan

Furlans dal Gurizan

Regno Unito: primo spot televisivo in cornico

Le lingue si fanno conoscere anche attraverso messaggi pubblicitari, ancorpiù se si trovano in una condizione di forte minorizzazione. Per questo ha provocato una forte eco la decisione di un’impresa di gelati della Cornovaglia di trasmettere, su diversi canali televisivi privati britannici tra i più importanti e in prima serata, uno spot di trenta secondi tutto parlato in cornico. È la prima volta che questa piccola lingua celtica e viene utilizzata per una campagna televisiva che arriva nelle case di tutto il Regno Unito. La campagna pubblicitaria e prevede anche la possibilità di scaricare dal sito internet dell’azienda un manuale minimo di fraseologia cornica. Lo stimolo fondamentale dell’iniziativa crede nel fatto che, per esaltare l’uso di ingredienti sani e locali e la lavorazione artigianale del prodotto, non c’è nulla di meglio che l’utilizzare la lingua caratteristica del luogo.
Fonte: The Guardian, 20/05/16

Ecco il link allo spot: https://www.youtube.com/watch?v=kFz-U2gSmGg

Tavola rotonda a Lucinico

Il 4 Aprile 2016, all’interno delle manifestazioni per la Fieste de Patrie dal Friûl, Vi invitiamo nella Sala civica di Lucinico, alle 20.30, per una “tavola rotonda” con degli ospiti di livello sul tema “POLITICHIS PE TUTELE E VALORIZAZION DE LENGHE E CULTURE FURLANE IN Dì DI VUÊ”.
Si discuterà del Friuli di oggi in rapporto a quello che vide nasciere dal basso il Moviment Friûl.
Ospiti: Adriano Ceschia e Marco De Agostini del Moviment Friûl, il presidente dell’Assemblea dei Comuni di Lingua Friulana Diego Navarria e il consigliere regjonale Claudio Violino.

3 Avril Lucinîs

 

Trieste patriarchina e Fieste de Patrie

Pubblichiamo un articolo del prof. Gianfranco Ellero a commento delle resistenze (poche, ma che hanno avuto una forte eco)  a proposito dell’istituzione della Fieste de Patrie dal Friûl attraverso una nuova legge regionale.

Quando il Patriarca era signore di Trieste! di Gianfranco Ellero Il voto del Consiglio regionale del 17 marzo scorso, che ha istituzionalizzato la “Fieste de Patrie dal Friûl” – ideata da don Francesco Placereani e fin dal 1978 organizzata dall’Istitût Ladin-Furlan – è un atto di alto valore culturale e simbolico, perfettamente in linea con la storia della nostra regione. Se la legge avesse istituzionalizzato una “festa del Friuli”, nell’accezione di Provincia di Udine, o  “del Friuli friulanofono”, avrebbe manifestato una volontà scissionistica, lecita naturalmente ma non in linea con la storia della nostra regione, figlia ed erede della Patria del Friuli (una vasta provincia che obbediva a una sola legge votata da un Parlamento), sorta sul calco della “Carnia” d’Aquileia,  trasformata in ducato dai Longobardi, e in Patria (nel senso medioevale) dai Patriarchi: stiamo parlando di una regione multietnica e multilingue sia in senso orizzontale o geografico che in senso verticale o sociale, dalla durata plurisecolare (dal 1077 al 1805, forse da prima, se Everardo, duca franco del Friuli verso l’anno 850, è ricordato come “princeps patriae” in un inno aquileiese). C’è posto per Trieste nella Patria del Friuli? Se si conosce la storia, la risposta è affermativa, perché il Patriarca d’Aquileia fu addirittura proclamato signore di Trieste! Pio Paschini scrive, infatti, nella sua “Storia del Friuli”, che Trieste, posta in blocco dai veneziani ormai signori dell’Istria, fu liberata nel 1380 da un’azione militare combinata, dei friulani per terra e dei genovesi per mare; e poi, scrive ancora il Paschini, “i cittadini misero Trieste nelle mani del maresciallo patriarcale ed il 13 luglio i capi della città con tutto il consiglio crearono il patriarca signore di Trieste …”. Di lì a poco, tuttavia, la città cadde in mano del duca Leopoldo d’Austria: era il 1382. Non possiamo poi dimenticare che fino alla fine del Settecento a Trieste si continuò a parlare il “tergestino”, un friulano rifiutato poi dal popolo venetizzato ma rimasto in auge come lingua nobile fino alla metà dell’Ottocento fra “lis tredis fameis” della Città (si vedano i saggi di Ascoli e Cavalli). E non sono di chiara origine friulana molti cognomi di Trieste? Ma il 3 di aprile può essere a buon diritto festeggiato anche a Portogruaro, San Michele al Tagliamento e dintorni, fino al 1807 nella Patria del Friuli, oggi nel Veneto. Soltanto la Valcanale non ha mai fatto parte della Patria. Diremo, infine, che il 3 d’aprile potrebbe essere  ricordato anche a Pola, Parenzo, Lubiana, Villaco, città comprese nella Metropoli dei Patriarchi d’Aquileia … Non in linea con la storia, per ragioni troppo comprensibili per essere qui commentate, la proposta di coloro che ora propongono la “Festa della Venezia Giulia”, una regione fantasma, dai confini mai stabiliti ex-lege, e in ogni caso “contenuta” nell’antica e nobile Patria del Friuli (qui è d’obbligo il rinvio alla lettura di “Venezia Giulia, la regione inesistente” di Gino di Caporiacco).

Toponomastica di Gorizia

Vi invitiamo a un altro appuntamento culturale. Sabato 9 maggio, alle 20.30 nella sede goriziana della Società Filologica Friulana, il prof. Franco Finco presenterà la sua ricerca sulla Toponomastica friulana del territorio comunale di Gorizia. Vi aspetiamo!

Ascoli, Friuli e Venezia Giulia a Lucinico

Nell’ambito della Festa che ricorda la nascita della Patria del Friuli, abbiamo il piacere di invitarVi mercoledì 15 aprile alle 20.30 alla presentazione del libro “Il Friuli e la Venezia Giulia secondo Graziadio Isaia Ascoli – Incompatibilità tra nazionalismo e regionalismo” a cura di Gianfranco Ellero. La serata si farà nella sala Mons. Luigi Faidutti della CRA di Lucinico, in via Visini 2 a Lucinico. Questo è il volume n. 20 della “Golaine di Studis sul Autonomisim” pubblicata dall’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”. Alla fine del dibattito verranno distribuite le bandieres friulane e a conclusione della serata ci sarà un rinfresco.

Attacco all’insegnamento del friulano 2014-2015

Si posta i due articoli del MV di Pordenone dove una dirigente scolastica si è permessa un’iniziativa del tutto illegale rispetto all’applicazione della Legge sull’insegnamento del friulano a scuola. Questo è il primo articolo.

Le reazioni immediate sui social con più di 100 post (con più del 50% a favore) hanno costretto alla pubblicazione di un altro articolo sempre sullo stesso argomento, confermando che no si permette più ai mezzi di comunicazione di provocare senza reazioni ed anche che stiamo prendendo dimestichezza con i nuovi mezzi di comunicazione sempre più importanti rispetto alle solite lettere al direttore.

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